Clamoroso! Voce Juric al Toro per il dopo Baroni: è reduce da tre flop ma i rapporti con Cairo sono buoni

L'attuale tecnico granata sa di giocarsi il futuro: "A fine stagione verrà tracciata una linea e la società deciderà". Le ultime 14 partite saranno decisive: per restare l'ex Lazio deve svoltare
Clamoroso! Voce Juric al Toro per il dopo Baroni: è reduce da tre flop ma i rapporti con Cairo sono buoni© LAPRESSE

TORINO - Per il momento è solo un’idea, ma non una di quelle che scivolano via senza lasciare traccia. È un’idea che, al di là del fatto che poi possa concretizzarsi o meno, suscita comunque una reazione emotiva e che per questo è destinata a essere valutata con attenzione in futuro. L’idea in questione ha un nome e un cognome ben preciso: Ivan Juric. Con il Torino che continua ad arrancare, ad alternare prestazioni e risultati positivi a quelli negativi, Urbano Cairo ha iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi dell’ennesimo ribaltone a fine campionato e, ora che non c’è più neppure Davide Vagnati ed è tornato anche Gianluca Petrachi, ha pensato di richiamare pure il tecnico di Spalato, con cui i rapporti sono tornati sereni. “Juric ancora oggi mi scrive che sono stato un presidente perfetto”, aveva raccontato Cairo proprio nel giorno della presentazione di Marco Baroni, evidenziando come il feeling con quell’allenatore che, soprattutto nei primi due anni in cui era seduto sulla panchina granata lo aveva tanto punzecchiato, siano rimasti buoni, se non addirittura migliorati con il tempo. Il tecnico croato è reduce da tre esperienze negative: la parentesi con la Roma culminata con l’esonero l’anno scorso, poi quella al Southampton ancora più fallimentare, infine l’inizio di stagione negativo con l’Atalanta che gli è costato il terzo esonero consecutivo. Insomma, se è vero che il Toro ha bisogno di rilanciarsi, lo stesso si può dire del tecnico. Ma questa, come dicevamo, è al momento solamente un’idea balzata nella mente di Cairo, anche perché il campionato è ancora lungo e Marco Baroni ha ancora tutto il tempo per allontanare qualsiasi spettro da dietro le sue spalle. Certo il suo Torino deve cambiare marcia e deve farlo velocemente.

"Siamo tutti in gioco. Anche io"

Fino a questo momento i risultati non sono migliori rispetto a quelli della scorsa stagione, anzi, sono addirittura peggiori di quelli di Vanoli (esonerato a fine campionato), come dimostra il fatto che alla ventitreesima giornata la squadra granata abbia un punto in meno, abbia anche segnato un gol in meno (nonostante un parco attaccanti più completo) e ne abbia incassati ben 14 in più, che l’hanno portata ad avere la peggior difesa dell’intera Serie A con un totale di 42 reti incassate. Lo stesso Baroni è consapevole che il contratto con scadenza 30 giugno 2027, firmato la scorsa estate, non lo proteggerà da un eventuale esonero se il finale di stagione dovesse essere deludente. “Tutti siamo in gioco, tutti: anche io. Poi a fine stagione si tirerà una linea e saranno fatte delle scelte da parte della società”, aveva spiegato lo stesso allenatore alla vigilia della partita contro la Fiorentina. Alla fine del campionato mancano ancora quattordici partite e in palio ci sono ben 42 punti: tanti, troppi, per prendere già adesso una decisione. Ma a fine stagione Cairo una scelta la farà e chissà se tornerà d’attualità quell’idea che ora ha iniziato a ronzargli in testa.

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